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Gita studio a Milano, 29 dicembre 2026

Una bella occasione di studio e a approfondimento “sul campo”: Visita all’Abbazia di Viboldone Visita alla Certosa di Garegnano Visita al dipinto l’Ultima Cena nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie Visita alla Chiesa di S. Maurizio al Monastero Maggiore. Partenza ore 6.00 da Forlì, Via

PROLUSIONE A.A. 2026/27

“Chiesa sinodale: profezia per la società di oggi?” L’inaugurazione dell’anno accademico 2026/27 si terrà giovedì 22 ottobre 2026 presso l’Aula Magna dell’Issr. Programma: ore 18.30: Celebrazione Eucaristica presieduta da S. Ecc.za Mons. Michele Morandi Vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana ore 20.30: LECTIO MAGISTRALIS della Prof.ssa Serena Noceti. La

L’amor che move il sole e le altre stelle

 

Abbiamo disturbato Dante e il suo XXXIII Cantico del Paradiso per dare il titolo a questa raccolta delle 8 lezioni della Scuola di Formazione Teologica diocesana di Imola di quest’anno. A queste ne ho aggiunte altre 2 che non abbiamo trattato in presenza. Se nell’anno della misericordia molte sono state le pubblicazioni sulla misericordia di Gesù nei vangeli e nel Nuovo Testamento, molto rare sono state le opere (cf l’opera del cardinale Walter Kasper) che affrontano un cammino di riflessione su Dio onnipotente nell’amore e nel perdono a partire dal Primo Testamento. I dieci capitoli, di facile lettura, affrontano temi del Primo Testamento letti sempre alla luce della pienezza della rivelazione portata da Gesù. Agostino utilizzò una efficace frase: “Il Nuovo si nasconde nell’Antico e l’Antico diventa chiaro nel Nuovo”. Recuperare la categoria della misericordia significa recuperare l’ idea giusta di Dio Padre. È un testo messo a disposizione perché si cresca nell’amore verso Dio Padre e verso i fratelli. Il testo affronta, tra gli altri, anche un tema poco conosciuto: il “rib”. È il sistema giuridico ebraico che non vuole la condanna del reo ma opera di tutto per salvarlo. È ciò che nei vangeli della passione applica Gesù per salvare anche Giuda, Pilato e i capi del popolo che lo vogliono condannare.

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