Laboratorio: Arte, Religione e Politica attraverso lo studio di fonti archeologiche, artistiche, letterarie
CODICE: L_ar
ECTS: 3
DURATA: Semestrale
FREQUENZA: 2 ore a settimana

Proff. Penni Emanuela e Righini Locatelli Enrico

“Il sole è come l’imperatore” con queste parole gli uomini e le donne di Bisanzio erano soliti descrivere l’imperatore vedendo in lui il sovrano ma anche il portatore di luce e il rappresentante di Dio sulla Terra, colui che si faceva garante della vera Fede ortodossa e dell’ordine insieme alla Chiesa. L’arte bizantina era testimone di tutto ciò e diventa uno strumento di trasmissione di Fede, biblia Pauperum, per coloro che non sapevano leggere. L’immagine, quindi, assume un significato dottrinale e non ricerca la mera ammirazione di colui che la guarda. Il laboratorio parte da questo concetto per arrivare poi ad analizzare alcuni esempi della complessa sinergia tra arte, potere politico e religione. La seconda parte del laboratorio inizia con l’osservazione e lo studio di alcuni bassorilievi e iscrizioni risalenti all’impero Achemenide. I Grandi Re persiani hanno dato vita alla prima potenza vispazanānām, «multiculturale», del mondo. Tuttavia, la memoria del loro impero non è stata affidata a una tradizione letteraria, bensì artistica. L’architettura e la scultura sono le fonti che ci consentono di attingere al cuore dell’ideologia politica e religiosa degli Achemenidi e, allo stesso tempo, ci offrono una preziosa opportunità per conoscere meglio il Paese che oggi conosciamo come Repubblica Islamica dell’Iran. Quindi proseguiremo analizzando alcuni esempi più recenti del connubio tra arte e ideologia politica: l’architettura italiana del Ventennio e le grandi coreografie del Terzo Reich. Questo ci consentirà di valutare anche il complesso fenomeno delle religioni laiche, con le loro liturgie, i martirologi e le pratiche di culto. Da ultimo esamineremo anche un singolare esempio di come l’«archeologia politicizzata» (Caridi) possa tradursi in un’arma non convenzionale all’interno di un conflitto. Il caso in questione è quello degli scavi condotti presso il Monte Santo di Gerusalemme negli ultimi cinquant’anni: un’opera di ricerca promossa e generosamente finanziata da potenti associazioni di coloni israeliani, con l’avallo del governo di Tel Aviv.

 

Bibliografia

Penni E., Dispense del corso.

Cavallo G., L’uomo bizantino, Editori Laterza, Bari 1992

Bisconti F., Temi di iconografia paleocristiana, Città del Vaticano 2000

Krauteimer R., Tre capitali cristiane, Enaudi 2002

Penni E., La liturgia funeraria antica nei mosaici del mausoleo di Galla Placidia, Del Girasole, Ravenna 2021

Penni E., Il Buon Pastore offre la sua vita: l’ordinazione episcopale nei mosaici del catino absidale della basilica di Sant’Apollinare in Classe, Ponte Vecchio, Cesena 2023

 

Fonti della seconda parte del laboratorio:

Caridi P., Gerusalemme senza Dio. Ritratto di una città crudele, Feltrinelli, Milano 2022

Caridi P., «Muṣrāra centro diviso del mondo», in Limes. Rivista Italiana di Geopolitica, (2010)7. [mensile]

Llewellyn-Jones L., I persiani. L’età dei Grandi Re, Einaudi, Torino 2023

Pieraccini P., «Monte del Tempio. La disputa infinita», in Limes. Rivista Italiana di Geopolitica, (2015)10. [mensile]

Zappitello G., «Le religioni laiche, cuore profondo della modernità», in La Bellezza della Fede. I quaderni dell’ISSR “Sant’Apollinare” di Forlì, II, (2013)2, 159-183

Materiali:

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