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Gita studio a Milano, 29 dicembre 2026

Una bella occasione di studio e a approfondimento “sul campo”: Visita all’Abbazia di Viboldone Visita alla Certosa di Garegnano Visita al dipinto l’Ultima Cena nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie Visita alla Chiesa di S. Maurizio al Monastero Maggiore. Partenza ore 6.00 da Forlì, Via

PROLUSIONE A.A. 2026/27

“Chiesa sinodale: profezia per la società di oggi?” L’inaugurazione dell’anno accademico 2026/27 si terrà giovedì 22 ottobre 2026 presso l’Aula Magna dell’Issr. Programma: ore 18.30: Celebrazione Eucaristica presieduta da S. Ecc.za Mons. Michele Morandi Vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana ore 20.30: LECTIO MAGISTRALIS della Prof.ssa Serena Noceti. La

Lettere di speranza dall’inferno del gulag

La testimonianza di Pavel A. Florenskij oggi

 

Nell’anniversario della morte del grande matematico, filosofo e sacerdote russo Pavel A. Florenskij (8 dicembre 1937), il professor Natalino Valentini presenta la prima edizione integrale in italiano delle lettere scritte nei cinque anni di prigionia precedenti la sua fucilazione (Vi penso sempre…, Mondadori, Milano 2024).

Cos’era il gulag delle Solovki?

Le isole Solovki sono poste in mezzo al Mar Bianco, a 165 chilometri dal Circolo Polare Artico, sono sospese tra il cielo e la terra: da secoli uno dei principali centri di spiritualità monastica dell’ortodossia russa, luogo di silenzio e di preghiera, di santità e di luminosa ascesi: così le descrive Aleksandr Solženicyn, nel suo Arcipelago Gulag celebre opera pubblicata per la prima volta nel 1973.

Ma l’antico e mirabile complesso monastico fondato dai santi monaci era stato trasformato dai bolscevichi in uno dei più terrificanti campi di sterminio e di martirio del XX secolo, «uno dei luoghi di maggiore sofferenza dei cristiani russi». Da questo «cantiere infernale», o «cimitero dei vivi» non meno terrificante di Auschwitz o Dachau, Florenskij trova la forza di scrivere le sue missive, intrise di levità, tenerezza e letizia, nonostante la lucida consapevolezza della tragedia in atto e della condanna a morte che ormai incombe su di lui e su altre migliaia di prigionieri.

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